mercoledì 6 febbraio 2008

Venni con te


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Distesa te ne stavi sotto un albero secolare,
tetro come la tua vita,
io ero già da mesi nel tuo grembo;
afferrasti una siringa,
io più forte ti scalciai,
come se potessi fermarti,
ti sentivo morire
Finalmente sentii mani civili,
voci ansiose che ti chiamavano
e tu sdraiata su nuda terra.
Le sirene d'un ambulanza;..................
fu solo una folle corsa,
non c'era più nulla da fare;
eri già morta ,
ed io venni con te

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Un grido e un richiamo a quelle coscienze che cadono nel vortice della disperazione.Brava

Sergio.C

Anonimo ha detto...

il 15/03/2008 19:54 Riccardo Brumana ha detto
poesia che toglie il fiato!!!
spero sia solo frutto di un sentire astratto e momentaneo...
un abbraccio. Riccardo.

Anonimo ha detto...

il 13/03/2008 15:03 Vincenzo Capitanucci ha detto
Terribilmente cruda...questo albero secolare avveva perso tutta la sua Forza di Vita...un dolore immenso dentro la tua anima..ma ha dato te..come ultimo dono di vita...ed è un dono meravigloso..anch'io come Ignis...spero e lotto..per orizzonti che vincano la morte...immensa menzogna della Vita

Un abbraccio forte
Vincenzo

Anonimo ha detto...

il 07/03/2008 17:39 laura C. ha detto

mamma mia...é bellissima e struggente...
........Laura......

Le mie poesie spesso sono tristi,ma trattano problemi attuali;
non sono in rima,io le vedo profonde,sono emozioni che ho nel cuore e sulla pelle;ogni ingiustizia è una ferita in più, scrivere è solo una forma d'espressione che altrimenti non avrei

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