mercoledì 8 aprile 2009

E muore il cuore






Ci volevamo divertire
non c'era nulla da fare,
andiamolo a bruciare.
Il suo dolore?
È solo un barbone,
ha per letto la panchina,
un cartone per coperte
ed il cielo come tetto.
E che c'importa,
nella lotta quotidiana,
è stato dalla vita
gia totalmente sconfitto.
Chiunque tu sia,
avrai senz'altro un'anima
migliore della mia.
Non ti chiamerò barbone,
avrai un nome che non so.
Prendi la mia mano,
stringila nella tua,
senza sbirciar per una volta
le tue lunghe lente ore.
Lasciami gustare
la grandezza del tuo cuore.
Te lo dico rigonfio in petto
sperando sinceramente
che dal tetto del tuo cielo
ti sorrida un angioletto..


9 commenti:

Anonimo ha detto...

il 02/12/2008 13:44
non so se tu l'abbia dedicata al clochard di Rimini bruciato.. comunque per lui e per quelli come lui, cui la vita è stata avara, per chi non è conosciuto col proprio nome e li vedi nelle grandi città, sui marciapiedi, sui gradini delle chiese, sui parchi.. con la sconfitta negli occhi e la rassegnazione.
Bella poesia

Anonimo ha detto...

Riccardo Torretto il 02/12/2008 22:43
gli emarginati son da sempre nel mirino degli ignoranti e malvagi.
una bella poesia la tua anche se utopica.... nel senso che loro "chi va a pestare a sangue questi poveretti" non riescono a cogliere il punto di vista degli emarginati e continuano a vederli come spazzatura da togliere dalle strade.
mi è piaciuta, un abbraccio sensibile amica.

Anonimo ha detto...

Donato dc il 07/12/2008 01:52
bella! grazie

Anonimo ha detto...

fornasini vittorio il 01/01/2009 13:45
Nobile gesto che merita rispetto e quindi il mio silenzio.
N. B. Capisco che tu non comprenda il senso del mio messaggio, la spiegazione sarebbe troppo lunga, quindi fai un atto di fede e non arrovellare il cervello

Anonimo ha detto...

Vincenzo Capitanucci il 08/04/2009 08:33
A volte i barboni... i Clochard... sono delle persone magnifiche... hanno rifiutato il modo di vivere della nostra Società... o lo sono diventati perché non hanno fatto nessun compromesso... o per disgrazie... o per malattie... o perdite di lavoro... e mille altre motivi... sono le campane invisibili del cielo....

E quando ci giungono notizie così... veramente muore il cuore...

Splendida poesia... Daniela... prendi la mia mano... lasciami gustare la grandezza del Tuo cuore...

Con stima...

v

Anonimo ha detto...

Un bel pensiero per persone dimenticate..
Difficile a noi far entrare nella nostra vita..queste persone.
Ma anche loro hanno un cuore un'anima..forse tanto bissogno di affetto,o la ricerca di un sorriso..
dovremmo capirli di piu'..
a volte hanno tanto da insegnare..
ciao reny

Anonimo ha detto...

Chiunque passa resta..Abbagliato dal tuo sorriso..Affacinato dalle tue bellezze...Pieno della tua sensibilità...E non può non amarti..Anche il più occasionale fdei barboni..
Doni con le tue poesie un attimo di vita che non può non essere vissuto.
Gigggi.

Anonimo ha detto...

Ugo Mastrogiovanni il 25/04/2009 17:06
Quando la composizione lirica si identifica con l’impostazione spirituale di chi scrive è tale che rende superfluo ogni commento.

Anonimo ha detto...

Marco Vincenti il 04/05/2009 12:20
Un brivido sta attraversando il mio corpo per questi splendidi versi che manifestano una maturità spirituale non indifferente. Davvero molto bella

Le mie poesie spesso sono tristi,ma trattano problemi attuali;
non sono in rima,io le vedo profonde,sono emozioni che ho nel cuore e sulla pelle;ogni ingiustizia è una ferita in più, scrivere è solo una forma d'espressione che altrimenti non avrei

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