domenica 3 febbraio 2019




Giuseppe


Sono ormai trascorsi giorni,
eppure potevi essere salvato,
hai perso i sensi,
è iniziata la tua lenta agonia.
Sull’anima gemente in preda a lunghi affanni,
tu madre non ha saputo far altro che immobile guardare,
voleva medicarti????,
lasciandoti in agonia per ore.
Mai ho conosciuto un giorno nero
più triste delle notti come oggi;
un orrore indescrivibile,
un atto tanto vile!!!!!
Cosa avrai provato tu madre al suono delle campane,
ieri a un tratto esplosero con furia;
lanciando verso il cielo un urlo spaventoso.
Quel mostro che è tuo compagno,
dallo sguardo infernale,
senza rimorso né pietà
s’è accanito con un bastone
sino al suo quasi ultimo respiro lottate,
ha agonizzato ore,
immagino provasse dolore;
sentisse la morte che si stava impadronendo di lui,
piovono senza scelta il beneficio e il crimine,
mi chiedo come si possa chiamare mamma chi con indifferenza ,
immobile assisteva alla tua agonia

Daniela Treccani

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Le mie poesie spesso sono tristi,ma trattano problemi attuali;
non sono in rima,io le vedo profonde,sono emozioni che ho nel cuore e sulla pelle;ogni ingiustizia è una ferita in più, scrivere è solo una forma d'espressione che altrimenti non avrei

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